• Agricoltura risorsa per Milano

    26/09/2012 Notizie

    Nel mese di marzo 2012  un convegno sull’agricoltura promosso dal Consorzio Distretto Agricolo Milanese ne ha confermato il suo ruolo fondamentale all’interno del Comune di Milano per la tutela del territorio. Quello che segue il comunicato finale

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     L’assessore all’agricoltura Stefano Boeri non ha dubbi: “dobbiamo pensare a un modo nuovo di concepire il rapporto tra agricoltura e città, il territorio agricolo per troppo tempo è stato considerato residuale di ciò che non è costruito, in attesa di esserlo. Non possiamo più pensare di sacrificare l’agricoltura per l’edilizia, di qualsiasi genere. Nel nostro Comune ci sono molte aree da riqualificare che possono essere utilizzate senza togliere un pezzo di quella che deve essere considerata una nuova Milano, dove gli agricoltori  hanno un ruolo fondamentale e con il Consorzio Distretto Agricolo Milanese il Comune ha un interlocutore valido per portare avanti una politica concreta”. Il convegno, partendo dall’esperienza di Zona 7,  è diventato un palcoscenico per affermare in maniera corale che il territorio di Milano va conservato alla sua tradizionale destinazione. Paolo Lassini, delegato dell’assessore all’agricoltura della Provincia di Milano Luca Agnelli, ha affermato “Con il Consorzio Dam è possibile pensare ad un progetto d’area, con il contributo aperto a tutte le aziende che insistono sul territorio. E’ più facile tradurre gli uffici in residenze che pensare all’agricoltura”. La conclusione tratteggia una situazione ben nota, una città e un territorio dove ormai il volume edificato per cittadino è al livello più alto d’Europa. “Per molti anni le nuove edificazioni sono state un vero incubo– ha detto il vice presidente del Parco Agricolo Sud Milano, Rosario Pantaleo –  ma il Parco, con i suoi percorsi di storia e i 47 mila ettari coltivati sarà lo stand più grande di Expo 2015. Il Consorzio Dam riunisce gli agricoltori di Milano, che trovano in esso  uno strumento per dialogare con le istituzioni”.
    Per anni il consumo di territorio fertile, e provincia di Milano ha uno dei territori più produttivi del mondo, è stato indiscriminato per destinazioni di altro uso. Quarant’anni in cui il territorio agricolo non è mai stato visto nella sua realtà di risorsa non rinnovabile, sempre sacrificato ad altre esigenze. Andrea Falappi,  presidente del Consorzio Distretto Agricolo Milanese,  ha dichiarato: “Per molti anni abbiamo combattuto per conservare l’agricoltura a Milano. Per molte aziende scomparire era un destino ineluttabile ed è stata, la nostra,  una battaglia per tutta la città;  grazie al nostro impegno il Comune ha creato prima un settore agricoltura e adesso ha accreditato il nostro consorzio. L’agricoltura ha un ruolo, che diventa ancora più visibile in vista di Expo 2015 ed i suoi temi”. Ancora una volta gli agricoltori milanesi hanno affermato la loro fondamentale funzione per la difesa di quel che resta del territorio agricolo, del paesaggio, delle tradizioni, del benessere e dell’alimentazione della città, con la volontà di accorciare le distanze tra produzione  e consumo verso un nuovo modello di agricoltura integrata con la parte urbana, in una prospettiva di servizio alla la città di prodotti locali, genuini, vicini senza dimenticare l’importante funzione di presidio del territorio.
    Il Convegno è stato moderato da Daniele Albini, consigliere del Consorzio DAM, che ha ricordato nei suoi interventi come per molti anni ai tavoli di pianificazione territoriale si siano sedute persone che non hanno mai avuto un’esperienza diretta in campagna. Come Invece hanno raccontato gli agricoltori Franco Zamboni e la giovane ventiduenne Erica Alberti, imprenditori agricoli in un territorio in rapida trasformazione. Sono Intervenuti anche i sindacati di categoria Coldiretti, Cia, Confagricoltura, l’architetto Cesare Salvetat, responsabile del Parco delle Cave e Stefano Bocchi, docente della Facoltà di Agraria di Milano, che ha sottolineato quanto negli ultimi quarant’anni sia stata messa da parte l’agricoltura, un tempo perfetto equilibrio tra cultura e natura, e come oggi si stia cercando finalmente di fare sistema per innovare.